Ministero della Difesa, il 17 aprile a Roma l'assemblea nazionale dei quadri e dei delegati

Quello che ci siamo lasciati alle spalle è stato un anno molto complesso e impegnativo per la funzione di rappresentanza e di tutela dei diritti e dei bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici. Un anno in cui abbiamo finalmente riconquistato – dopo ben 10 anni di aspettative tradite e in un periodo storico e politico caratterizzato da una grave e perdurante crisi economica e finanziaria – il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio 2016-2018, imprimendo una svolta positiva all'azione e contrattazione sindacale che si è riappropriata di quegli spazi di democrazia partecipata per lo più compressi dalla legge 150/2009 (cd. Brunetta).
 
Alla Difesa, in particolare negli ultimi tre anni, abbiamo insieme saputo costruire, promuovere e mettere in campo molteplici iniziative politico-sindacali che, unite ad una efficace mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori civili, hanno consentito di riaffermare con forza il ruolo e l'importanza della rappresentanza sindacale confederale per la tutela del lavoro, del salario e della professionalità del personale civile e, soprattutto, raggiungere risultati mai conseguiti prima, come del resto conferma anche il gradimento complessivo espresso dall'85% circa dei lavoratori nell'ambito della consultazione elettorale per le elezioni RSU dello scorso anno.
 
Molto è stato sicuramente fatto in quest'ultimo periodo, ma molta strada c'è ancora da fare per attenuare le criticità del sistema e salvaguardare le prospettive di un settore lavorativo del pubblico impiego peculiare e strategico per la tenuta della democrazia e la difesa del Paese. Un impegno che dovrà riguardare anche il miglioramento delle condizioni economiche e lavorative del personale civile dipendente, tuttora destinatario di un trattamento economico notevolmente inferiore a quello generalmente attribuito, dalle altre amministrazioni pubbliche, ai colleghi di pari ruolo e qualifica, per non parlare di quello, di gran lunga superiore, riservato alla componente militare che opera negli stessi ambienti e uffici con compiti amministrativi o comunque non operativi.
 
Nella delicata interlocuzione avviata con il ministro Elisabetta Trenta abbiamo già avuto modo di affrontare la discussione su alcune importanti questioni, proponendo idee e soluzioni sulle quali, se ad alcune il ministro ancora non ha dato risposte adeguate, per altre si è riservato di fare una valutazione che auspichiamo poter conoscere e discutere quanto prima.
Peraltro, pur apprezzando la disponibilità al confronto, riteniamo necessario accelerare i tempi di risoluzione delle problematiche avanzate che, almeno per noi, devono però iniziare a produrre risultati concreti e tangibili.
 
Serve subito a nostro giudizio:
- un urgente piano straordinario di assunzioni, in grado di far fronte all'alto numero di pensionamenti già previsto per i prossimi tre anni, con ogni probabilità ulteriormente aumentato dall'ormai prossima applicazione della cosiddetta "quota 100", prevedendo il reclutamento di almeno 5000
unità di personale tecnico e amministrativo da destinare in particolare all'area tecnico operativa ed industriale;
- il superamento della legge 244/12, interrompendo la progressiva riduzione delle tabelle organiche sino al 2024, ostativa al piano di assunzioni;
- l'avvio del progetto di riapertura delle ex Scuole Operai, oggi Centri per la formazione professionale, cui destinare – con contratti di formazione lavoro già previsti dalle norme vigenti per il pub- blico impiego – i giovani che al termine del proprio percorso scolastico svolto soprattutto in scuole professionali sono in cerca di adeguata occupazione;
- un intervento complessivo, non più ulteriormente rimandabile, di adeguamento del trattamento economico del personale civile della difesa, da ottenere mediante l'insieme delle proposte avanzate da FP-CGIL CISL-FP UIL-PA E UNSA-CONFSAL sul salario accessorio nell'incontro del 12 marzo scorso nonché, fermo restando l'attuale assetto normativo del comparto di riferimento, l'individuazione della soluzione tesa ad armonizzare il trattamento economico del personale civile con il superiore livello degli emolumenti percepiti presso altre Pa, a parità di area e fascia retributiva di inquadramento, tenuto conto, in particolare, delle peculiari attività di impiego, funzionali all'operatività dello strumento militare;
- lo sblocco delle progressioni tra le aree funzionali, con particolare riferimento anzitutto al tran- sito del personale civile dalla 1° alla 2° area e a seguire, con modalità progressive, da ottenere mediante la riproposizione della bozza di norma che reca " Misure per la riqualificazione professionale del personale dell'Amministrazione difesa", a suo tempo elaborata con il Gabinetto del Mini- stro, che ne prevede anche la forma di finanziamento;
- la definizione del CCNI parte normativa del Ministero della Difesa,tenuto conto che il contratto delle funzioni centrali ha innovato la disciplina del rapporto di lavoro demandando ai contratti integrativi il compito di prendere atto delle novità e renderle concretamente applicabili. Sull'argomento FP CGIL CISL FP UIL PA E UNSA CONFSAL hanno inoltrato da tempo a Persociv una piattaforma di rivendicazione che sarà oggetto di discussione e confronto fra delegati e lavoratori;
- la ricollocazione, su base volontaria, degli ex militari transitati nei ruoli civili dell'A.D. anche verso altre pubbliche amministrazioni, iniziativa rivolta in particolare a coloro che hanno bisogno di avvicinarsi ai propri luoghi di residenza. Sull'argomento – per non alterare ulteriormente la funzionalità del sistema difesa e creare inutili disparità di trattamento con personale in possesso dei titoli richiesti – chiederemo di evitare di attribuire funzioni direttive a personale ex militare che, essendo privo dei requisiti previsti per l'espletamento dei compiti stabiliti dalle declaratorie di profilo, assuma posizioni di privilegio a danno delle professionalità civili esistenti e titolate;
 
- la definitiva risoluzione delle problematiche della busta paga e del Noi Pa attraverso il completo rinnovamento delle strutture organizzative ed informatiche che ne governano la gestione;
- l'urgente nomina del nuovo Direttore della Direzione Generale del Personale e delle altre rilevanti direzioni, tuttora prive dell'organo di vertice amministrativo, per proseguire il confronto sulle tematiche sospese fra le quali il richiamato Contratto Collettivo Nazionale Integrativo;
- il superamento dell'affidamento strutturale degli Organismi di protezione sociale ai privati, tenuto conto del degrado che ne è derivato, attraverso la modifica del codice dell'Ordinamento militare ripristinando l'affidamento prioritario alle associazioni dei dipendenti;
- la tempestiva risoluzione della questione benefici lavori insalubri e polverifici, per rendere pienamente esigibili i diritti dei lavoratori a cui si rivolge la normativa vigente.
 
Sono questi gli argomenti che abbiamo scelto di portare all'attenzione della ministro della Difesa in questa prima fase di confronto recependo le sollecitazioni raccolte nelle assemblee e sui posti di lavoro, e che intendiamo affrontare nella discussione del 17 aprile in assemblea.

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