Ministero e Ispettorato nazionale del Lavoro, dopo il presidio sindacati ricevuti in Prefettura a Roma. “Riforma tradita: no ai tagli salariali, serve riorganizzazione e investimento in professionalità”

Ministero Lavoro“Una riforma a costo zero? Questa è una riforma a debito, perché a pagarla sono i lavoratori. Non solo quelli del Ministero del lavoro e dell’Ispettorato nazionale del lavoro, ma anche tutti i lavoratori pubblici e privati della Regione e del Paese”. E’ la denuncia lanciata oggi dalla Cisl-Fp Lazio attraverso i presidi organizzati con Fp-Cgil e Uil-Fpl davanti alle Prefetture di Roma, Rieti e Frosinone. “Una riforma tradita dai tagli salariali, dalla carenza di risorse e dal mancato investimento nelle professionalità. Ma anche da profondi problemi organizzativi che mettono a rischio le funzioni, a partire dal contrasto a illegalità, incidenti sul lavoro, lavoro nero, evasione contributiva”.
Nella Capitale, dove le rappresentanze dei lavoratori sono state ricevute dal Vice-Prefetto Giovanni Borrelli, Cgil Cisl e Uil hanno consegnato un documento che sarà ora trasmesso al Governo. “Dopo lo smantellamento del Ministero del lavoro e la creazione dell’INL gli operatori si trovano senza un nuovo contratto integrativo che organizzi le professionalità presenti nel neonato Istituto, con la conseguenza che la funzione di tutela del lavoro resta imbrigliata”. Inoltre “la funzione ispettiva, fulcro dell’attività dell’INL, è retribuita diversamente e con una forte sperequazione economica a seconda che il personale ispettivo abbia derivazione ministeriale o provenienza INPS ed INAIL.  I funzionari ispettivi si trovano spesso scoperti e vittime di eventi, sempre più frequenti, rispetto ai quali rispondono con il proprio patrimonio e la propria persona. E poi c’è il problema degli ispettori tecnici, per i quali manca un chiaro progetto per il futuro, e dell’Ufficio legale, vittima di una forte disparità contrattuale e retributiva rispetto alle avvocature degli enti. Mentre il personale amministrativo e informatico, si ritrova sempre più emarginato, senza un piano strategico mirato al progetto complessivo dell’INL”.
“Unica novità sono i tagli da parte del MEF del 50% del fondo della produttività. Non esattamente un incentivo per chi dovrebbe aumentare i propri sforzi. Da qui la richiesta forte: “pretendiamo che i soldi dovuti ai lavoratori non siano toccati. E vogliamo subito un piano aziendale serio, che renda omogeneo il processo di riforma e che faccia funzionare la macchina amministrativa. Ne va dei diritti di chi lavora e della legalità sui posti di lavoro”.

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